Nel 1961 ho ventitré anni e mi trasferisco a Milano in casa del fratello-manager Sandro (Alessandro) in Via Cesare Correnti 11, e non mi pare vero di accettare l’incarico di coordinatore musicale de "I Ribelli". Propongo e scelgo un saxofonista (Natale Massara) diplomato di clarinetto al Conservatorio, cerco un bassista Giannino Zinzone (di vent’anni più vecchio di noi ma che sapeva leggere la musica) e cerco di riprodurre dal vivo le sonorità che Ezio Leoni e Giulio Libano creavano negli arrangiamenti che facevano per Adriano nei dischi della Jolly. Lavoro sodo unitamente al resto del gruppo, e così, solo un paio di giorni dopo il congedo, Adriano è in grado di dare l’attesissimo concerto alla prestigiosa "Bussola di Viareggio", ed io mi guadagno un posto nella foto di gruppo con i miti nazionali ed internazionali del momento. Nell’ordine: The Platters (quelli originali di "Only You"), The Four Freshmen (notissimo gruppo americano di Jazz Vocale), Adriano Celentano, Il Quartetto Cetra, I Ribelli ecc.

Tra la fine del 1961 e l'inizio del  1962 nasce il CLAN Celentano, io di anni ne ho ventiquattro. Per la nascente etichetta che porta il suo nome, Adriano sceglie 7 nuove canzoni e affida gli arrangiamenti al più noto musicista del momento il M° Enzo Ceragioli il quale realizza a regola d’arte il proprio lavoro. Su un solo brano, dal titolo "Sei rimasta sola", ad una precisa domanda di Sandro, rispondo che dal mio punto di vista forse l’orchestrazione era un po’ troppo grandiosa. "Anche secondo me" concorda Sandro, "senti un po’", aggiunge, "te la sentiresti di rifarlo alla tua maniera?". Credo proprio sia inutile riportare la risposta. Adriano, pur avendo già pagato le registrazioni, e pur non trovando critiche all’opera di Ceragioli, decide di assecondare la richiesta del fratello e di spendere altri soldi perché c’ero di mezzo io. "Ho già speso più di due milioni e mezzo per le registrazioni, ma dì pure a Mariano che altre duecentocinquantamilalire le spendo volentieri per fargli fare una prova". Non c’era bisogno del cervello di Einstein per capire che avevo in mano una chiave che poteva aprirmi una porta al di là della quale non riuscivo ad indovinare cosa ci fosse. In una stanza senza pianoforte dove vivevo in affitto, in Via Gluck, attingendo da tutto quello che avevo imparato e da tutto quello che avevo ascoltato (no no, per quell’occasione non avevo copiato proprio niente), per tre giorni scrivo, cancello, cancello, scrivo, scrivo e cancello finché qualche giorno dopo, nell’Aprile di quell’anno, nella sala di registrazione della Ricordi di Via dei Cinquecento a Milano faccio ascoltare ad Adriano, con l’orchestra in diretta, la mia versione di "Sei rimasta sola". Io dirigo l’orchestra che esegue il mio arrangiamento, Adriano ascolta dandomi le spalle, e per circa trenta, quaranta secondi, non vedo l’espressione della sua faccia, poi, lentamente, si volta verso di me e mi guarda con un’espressione da "ammappete che roba" ed allora capisco che la chiave aveva aperto quella porta anche se ancora non sapevo quanto grande potesse essere per me.

Ora però scusate, ma obbligatoriamente entro in campo io, se no sembra che tutto sia accaduto esclusivamente per amicizia e che quindi non ci sia niente di professionalmente valido in quello che ho fatto, mentre io ci tengo a separare il più possibile le due cose, a non confonderle l’una con l’altra, sì certo, essere modesti è bellissimo e anche gratificante, io però sono un megalomane naturale, esattamente come prevede il mio segno zodiacale Leone con ascendente Leone.

Fino a questo punto del racconto la mia modestia mi è sembrata evidente, (e anche genuinamente sincera), ma tutto quello che succede da questo momento in avanti dà ampia soddisfazione alla mia zona megalomane egocentrica e pesantemente accentratrice.

Dopo l’ascolto della registrazione della base di "Sei rimasta sola" Adriano mi chiede se me la sento di rifare alla "mia maniera" anche gli arrangiamenti delle altre canzoni (quelle che aveva già registrato e pagato) e la stessa richiesta mi viene fatta anche dagli altri componenti del Clan (io in quel momento per altri rocamboleschi motivi, non ero più né un componente de "I Ribelli "né tanto meno un componente del Clan).

Inutile dire che non faccio neanche finta di farmelo chiedere una seconda volta: accetto tutto e rifaccio tutto.

Per non essere frainteso, ci tengo a sottolineare che le orchestrazioni fatte dal M° Enzo Ceragioli e che io ebbi modo di ascoltare ed apprezzare prima di questi eventi, erano splendide, io avevo solo il vantaggio di conoscere meglio i gusti degli allora ventenni protagonisti di questa storia.

Ma, per accentuare la mia sete di megalomania, posso aggiungere, senza tema di smentita, che da quel giorno, Aprile 1962 al Dicembre 1967, non c’è mai stata realizzazione artistico-musicale (sia per il Clan che per tutte le  sue etichette satellite) che non sia passata attraverso le mie scelte realizzative. Dall’Aprile 1962 al Dicembre 1967, nessuno degli artisti del CLAN (Celentano compreso), è mai entrato una sola volta in una sala d’incisione senza la mia presenza fisica e senza avere scambiato con me pareri sull’esecuzione o sull’intonazione o comunque su ciò che concerneva la realizzazione del disco. Vorrei essere più megalomane di così, ma non mi riesce.

I dischi del Clan riscuotono uno storico consenso di pubblico ed ognuno di noi fa uno storico successo per la sua storica parte di competenza.

Per quanto riguarda me, protagonista assoluto nella storia della mia vita, inizia una carriera di:

1) Arrangiatore:

ne realizzo più di 1.400 (come i gol di Pelè) e per gli amanti dei dettagli

basta CLICCARE QUI  <Arrangiamenti>

(per un elenco di quelli legati alle canzoni più note).

2) Direttore d’orchestra

Mi dirigo tutti gli arrangiamenti realizzandoli in sala d’incisione ed in tutte le manifestazioni canore dal vivo, Festival di San Remo, Un disco per l’Estate, Gondola d’Argento etc. etc. etc. ...e, verso la fine del 1900, (settembre 1997 per l'esattezza) a me direttore d'orchestra, capita un avvenimento che racconto nella pagina sottostante (quella delle puntualizzazioni). Consiglio agli appassionati di leggerla...

CLICCARE QUI            <Direzioni d’orchestra>

3) Compositore

Negli anni ’60, non essendo ancora stato inventato il computer, per fare l’arrangiatore era indispensabile saper leggere-scrivere la musica e conoscere bene l’orchestrazione anche perché in sala d’incisione, a Milano, venivano convocati per eseguire gli arrangiamenti, gli Archi del Teatro alla Scala o gli Ottoni dell’Orchestra Sinfonica della RAI (oggi invece è opzionale, nel senso che puoi fare l’arrangiatore anche se non conosci né musica né orchestrazione a condizione che tu sappia usare bene il computer). Tornando a noi, spero di non offendere nessuno se dico che nel noto gruppo storico, l’unico a saper leggere-scrivere la musica ero io (la parola scrivere poi mentre la scrivo mi sembra molto riduttiva). Questo non toglie nulla al genio creativo di chi non la sa scrivere, ma sta' di fatto che uno che la sa scrivere non ha bisogno comunque di un altro che la sappia scrivere. Questo concetto mi sembra chiarissimo nonostante la sua stortura. E’ così chiaro che all’inizio l’unico in grado di realizzare i sogni dei non scriventi ero io per cui non potevo fare a meno di intervenire in quasi tutti i brani che mi passavano per le mani. Non so se ero il più bello del reame, di sicuro so che ero il più a portata di mano. (Perbacco, m’è venuto un rigurgito di umiltà).

Perciò a chi gli va di vedere che cosa è successo nella mia vita di compositore

basta CLICCARE QUI       <Composizioni>

4) Autore di testi

C’è anche una meno prolifica, ma non meno importante avventura come autore di testi

Per i testi CLICCARE QUI <Autore (di testi)>

 

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